Favola della creazione per evoluzionisti ironici e creazionisti convinti, dice il sottotitolo. L'albo di Silei tocca in maniera giocosa ma non irrispettosa un tema di sapore fantateologico mostrando nientemeno che il Padreterno impegnato nella creazione del mondo, con un coro di angioletti ora entusiasti e plaudenti davanti alle meraviglie che si susseguono giorno dopo giorno, ora distratti e interessati piuttosto a giocare a pallone o a carte, ora un tantino saccenti e dispettosi (soprattutto uno). Proprio come i bambini. Finché Dio li invita ad aiutarlo montando gli animali con i pezzi che ha colorato diversamente per evitare errori, mentre lui va a prendersi un caffè (inventato il terzo giorno insieme alla moka) per riposare un po'. Gli angioletti dapprima lavorano bene, componendo gli animali come Dio comanda, poi si stufano e cominciano ad assemblare a capocchia cose bizzarre come il Coccogatto, il Canfandrillo, la Leontartaffa, il Dromeiale e altre impronunciabili. Quando Dio tornò si mise le mani fra i lunghi capelli bianchi (ma in realtà non si vede mai) e ordinò di smontare e rimettere a posto tutto, non senza qualche mugugno dei piccoli creativi. Gli animali così uscirono per il mondo e tra loro passò inosservata, quatta quatta e zitta zitta, anche una piccola buffa creatura, residuo di quel gran disordine. Era l'ornitorinco: con il becco da anatra, la pelliccia idrorepellente da talpa, la coda piatta da castoro, le zampe da coccodrillo con uno sperone velenoso, che nuota come un pesce, fa le uova e allatta i piccoli. Un vero rebus per gli scienziati evoluzionisti, che alla fine hanno creato una famiglia tutta per lui. Silei non si fa beffe dei creazionisti, ma mette spiritosamente in scena un teatrino di figurine realizzate con la tecnica del decoupage e invita i bambini a giocare come angioletti creativi costruendo animali di fantasia. Da quattro anni.
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